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Editoriale Natural 1 – ottobre 2013

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Erika Agostinelli

Numerose ricerche empiriche hanno dimostrato che il capitale umano di un Paese è decisivo per il suo sviluppo culturale, economico e sociale. Da un report pubblicato recentemente, contenente gli aspetti più critici del nostro sistema educativo, non emerge un panorama nazionale molto rassicurante. Gli aspetti più discussi sono la scuola, l’università e la ricerca. Nell’economia mondiale odierna dove tutto è sempre più dinamico e “globale”, la risorsa reale di uno Stato e fonte di ogni sua ricchezza è la propria Popolazione.
Per sostenere e migliorare la qualità dell’istruzione vi è necessità dell’interazione tra diversi fattori fondamentali: innanzitutto l’intensità delle risorse investite, l’utilizzo delle ICT, l’adeguata valutazione della qualità di insegnamento, dell’ambiente scolastico / universitario, e la ricerca di un sistema di incentivi che stimolino gli operatori e gli studenti stessi a migliorare. Tutti questi aspetti devono essere presi in considerazione per poter progettare e poi mettere in atto un vero e proprio rinnovamento.
Concentrandosi soprattutto sulle Università, si nota che in Italia il tasso di abbandono è nettamente superiore rispetto ai principali Stati membri dell’UE; vi è un’assenza di istruzione post-secondaria professionalizzante (non universitaria) e scarsa corrispondenza tra domanda e offerta di laureati; inoltre si registra una scarsa efficacia delle attuali politiche di sostegno allo studio.
L’attività di Ricerca e Sviluppo, viene solitamente misurata dalla spesa in R&S espressa come percentuale sul PIL, considerata come il principale indicatore di input dell’attività innovativa. Le spese R&S, comprendono le attività svolte dalle università, dagli enti di ricerca (pubblici e non profit) e dalle imprese. La ricerca nelle università viene organizzata da docenti e ricercatori che in Italia sono in numero inferiore rispetto a quelli dei principali partner europei. Inoltre risultano essere insufficienti le collaborazioni e sinergie tra università e imprese. Le relazioni tra queste entità sono importanti per permettere che la nuova conoscenza venga applicata ai nuovi processi di creazione di prodotti e servizi. Questo consentirebbe il miglioramento e incremento della produttività ovvero una maggiore crescita economica. Se da una parte l’istruzione universitaria consente alle imprese di poter contare su lavoratori maggiormente qualificati, un numero sempre maggiore di imprese ritiene che le ricerche scientifiche condotte dalle università sottoforma di pubblicazioni scientifiche siano elementi fondamentali anche a fini commerciali (ad esempio pubblicazioni scientifiche citate nei brevetti ecc…). L’investimento in ricerca infatti porta al potenziamento delle capacità di generare innovazioni utili anche a fini economici. In Italia, l’interazione fra università e imprese non è radicata come nel resto d’Europa; per questo è necessario capire come migliorare e aumentare le molteplici sinergie che esistono tra la conoscenza scientifica posseduta dalle Università e la necessità di innovazione da parte delle imprese.
In questo contesto, crediamo che ognuno di noi, individualmente, possa remare nella direzione considerata più giusta. Siamo orgogliosi di ribadire che Natural 1 può contare su una rosa di esperti, docenti universitari, ricercatori, e professionisti del settore. Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare tutti i collaboratori appartenenti alla sfera accademica e non, che hanno contribuito ad arricchire Natural 1 di contenuti tecnico-scientifici che da sempre ci contraddistinguono. Siamo convinti che la ricerca approfondita e continua in ogni campo, sia la linfa della crescita e del miglioramento e siamo onorati di poter dare voce a tali contributi scientifici.
Coerentemente con tale proposito, Natural 1 vuole offrire la visione di uno stesso panorama da molteplici “finestre”. In questo fascicolo, tra gli altri articoli, è presente un Focus dedicato a ossa e articolazioni, che affronta il tema da prospettive differenti: dal settore della fitoterapia a quello della nutraceutica.

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