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Editoriale – settembre 2021

Marco Angarano

Chi opera nel settore delle piante medicinali e dei prodotti di origine naturale è, o dovrebbe essere, sempre consapevole del fatto che vanno considerati i numerosi aspetti legati al loro utilizzo, consiglio o prescrizione. Che sia l’erborista, il medico, il farmacista, o un’altra figura professionale che opera nel mondo del “naturale”, la conoscenza del profilo fitochimico di una pianta, delle sue proprietà biologiche, delle possibili sinergie o interazioni è fondamentale. Come anche la conoscenza di chi la utilizzerà. E non si finisce mai di ampliare le proprie conoscenze. Senza dubbio dalle medicine tradizionali abbiamo sempre da imparare. Un esempio è l’aconito, pianta altamente tossica in tutte le sue parti, al centro di un articolo in questo numero di Natural 1 Nelle medicine tradizionali di Cina e India le radici di aconito, dopo aver subito dei particolari trattamenti che ne riducono la tossicità, sono utilizzate da centinaia di anni come rimedio per diversi disturbi e patologie, da quelli gastrointestinali a quelli cardiovascolari e reumatici. Il confine tra benefico e tossico resta sempre molto sottile, ma questo uso tradizionale offre spunti per approfondire la ricerca. Ricerca che svolge un ruolo sempre più importante nel settore dei prodotti della salute, che anche in questo periodo pieno di difficoltà e incertezze continua a crescere. Per sviluppare nuovi prodotti efficaci e sicuri, le aziende hanno un estremo interesse verso i risultati e le evidenze scientifiche e le collaborazioni tra imprese e mondo accademico sono sempre più numerose.
Ricerca che dalla terra si rivolge anche verso il mare, con un altro articolo che ha come protagonista l’alga Ecklonia cava. E proprio nell’ambito della biologia e dell’evoluzione degli organismi marini, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è tra i più importanti centri di ricerca internazionali, con una lunga storia alle spalle, essendo stata fondata nel 1872. Il dipartimento di Biotecnologie Marine Ecosostenibili, uno dei cinque che compongono l’ente, ha proprio l’obiettivo di promuovere le ricerche scientifiche che riguardano le possibili applicazioni dei prodotti naturali marini nei settori biomedico e ambientale.
Ma la Stazione Zoologica è anche formazione e, in collaborazione con l’Università di Napoli “Federico II”, offre la Laurea magistrale in Biology and Ecology of the Marine Environment and Sustainable Use of Marine Resources, oltre alla possibilità di accedere a Dottorati, PostDocs e Summer School. Un’interessante prospettiva per i futuri ricercatori interessati all’ambiente marino.

 

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