Trattamento topico delle ferite croniche infette… Grazie alla sua ampia distribuzione e alla grande quantità di nettare prodotto dai numerosi fiori, Leptospermum scoparium rappresenta la principale pianta dove le api Mellifere preferiscono prelevare il nettare, che poi elaborano, combinano con sostanze specifiche, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare… Scarica PDF
Related Post
Oli essenziali e cambi di stagione negli animali domestici
Chiara Cassis I cambi di stagione influiscono anche sui nostri animali domestici. Le ore di luce che cambiano e le temperature influiscono sia a livello fisico che comportamentale sui nostri cani e gatti.Non tutti gli animali avvertono il cambiamento nella stessa maniera, ma utilizzare gli Oli Essenziali nei cambi di stagione può essere un valido […]
Psilocibina: una molecola di origine naturale al confine tra farmacologia, neuroscienze e salute mentale
La psilocibina rappresenta oggi uno dei capitoli più stimolanti della ricerca in neuropsicofarmacologia. Da molecola isolata da funghi del genere Psilocybe, è diventata un possibile strumento per indagare la relazione tra cervello, esperienza soggettiva e cambiamento terapeutico.Le evidenze disponibili suggeriscono che, in contesti controllati e con adeguato supporto psicologico, la psilocibina possa produrre benefici clinici in alcuni pazienti con depressione, ansia associata a malattie gravi o disturbo da uso di sostanze. Perché oggi si parla di psilocibinaNegli ultimi anni la psilocibina è tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Per molto tempo, le sostanze psichedeliche classiche sono state associate quasi esclusivamente all’uso ricreativo, alla controcultura degli anni Sessanta e alle restrizioni legislative che ne hanno progressivamente limitato lo studio. Oggi, tuttavia, il quadro è profondamente cambiato. Una nuova generazione di ricerche cliniche, condotte in contesti universitari e ospedalieri controllati, ha riaperto il dibattito sul possibile ruolo della psilocibina nella cura di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare depressione maggiore, depressione resistente al trattamento, ansia, disturbo da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze. Questa ripresa è stata spesso definita “rinascimento psichedelico”. L’espressione è molto forte ma non indica semplicemente una moda culturale o una nuova fascinazione per sostanze naturali ad azione psicoattiva. Indica piuttosto il ritorno degli psichedelici nel campo della farmacologia, delle neuroscienze e della psichiatria sperimentale. Il punto centrale non è riscoprire in modo acritico molecole note da decenni, ma studiarle utilizzando le conoscenze della ricerca moderna: studi controllati, valutazioni di sicurezza, misure neurobiologiche, protocolli psicoterapeutici standardizzati e follow-up clinici. La psilocibina si presta particolarmente a questa riflessione perché occupa una posizione di confine. È una molecola di origine naturale, prodotta da diverse specie fungine; è una sostanza psicoattiva capace di modificare in modo marcato percezione, emozioni e senso del sé; è un composto farmacologicamente caratterizzabile, con un bersaglio serotoninergico principale; ed è oggi oggetto di studi clinici che ne valutano l’impiego in ambito psichiatrico. Questa complessità rende necessario distinguere con chiarezza tre piani spesso confusi nel dibattito pubblico: l’evidenza scientifica, l’uso ricreativo o non supervisionato e la comunicazione mediatica. L’interesse della psichiatria nasce da un dato clinico concreto. […]
Questo contenuto è riservato agli abbonati
Se vuoi approfondire l’argomento, continua a leggere l’articolo sottoscrivendo uno di questi abbonamenti: Abbonamento – Gold or Abbonamento – Digital
La natura è la tua passione? È anche la tua professione?Ottieni accesso illimitato a tutti i contenuti scientifici e alle splendide immagini della rivista Natural1.
Scopri gli Abbonamenti
Gli Oli Essenziali «antibiotici naturali»
La crescente consapevolezza della complessità biologica, del ruolo dell’ambiente interno e delle conseguenze impreviste degli interventi focalizzati solo sul patogeno sta spingendo la scienza e la medicina a riconsiderare l’importanza dei fattori legati all’ospite – in altre parole, del “terreno”.È dunque possibile proporre un’azione combinata con antibiotici di sintesi + antibiotici naturali in abbinamento nei […]
Aziende ed EFSA. Il valore del dialogo scientifico-regolatorio tra innovazione e tutela del consumatore
*Sabrina Adorisio, *Rita Pecorari, *Barbara Barlozzini Dai laboratori alla sottomissione: l’articolo offre una panoramica sulle strategie più efficaci per il dialogo tra aziende ed EFSA su novel food e health claim, al fine di instaurare un rapporto proficuo sotto il profilo della comprensione e corretta attuazione delle normative vigenti. Negli ultimi anni il settore agroalimentare […]
L’alchimia verde di PERCIVAL
Dallo scarto alla bioattività: vinacce ed esocarpi agrumicoli come matrici funzionali in un modello di bioraffineria a cascata Il progetto PERCIVAL mostra con chiarezza che la biomassa residuale non è un avanzo inerte, ma una materia complessa, ancora capace di esprimere funzioni biologiche, applicazioni tecnologiche e opportunità industriali. In questo quadro, il contributo dell’Unità di […]
Oli essenziali e igiene orale: un alleato naturale per la salute della bocca (parte 2)
Prosegue in questa seconda parte la panoramica dedicata all’impiego degli OE nel mantenimento della salute della bocca.Vengono illustrate le principali metodologie di analisi e vengomo riportati i risultati di questa attività di laboratorio, sintetizzati nelle tre tabelle che completano il testo.Le evidenze emerse suggeriscono un possibile utilizzo mirato dei diversi OE in prodotti per l’igiene orale, ottimizzando la scelta dell’olio in base al bersaglio microbico e minimizzando eventuali effetti negativi sul microbiota residente. Le metodologie di analisiL’attività antibatterica in vitro degli oli essenziali è stata determinata su un campione di placca subgengivale in pool raccolto da quattro pazienti affetti da malattia parodontale presso il Dipartimento di Parodontologia della Clinica Odontoiatrica dell’Università di Berna. Un consenso informato, che spiega lo scopo dello studio, è stato ottenuto dai quattro volontari. PrelievoNessuno dei soggetti ha usato antibiotici o si è sottoposto a trattamento parodontale durante i 4 mesi precedenti il campionamento; ai partecipanti è stato richiesto di astenersi dal mangiare, bere, fumare o lavarsi i denti dopo la mezzanotte del giorno del campionamento. I volontari si sono sciacquati la bocca con acqua e per il campionamento della placca sottogengivale è stata scelta la tasca più profonda (4-7 mm di profondità della tasca e 1-2 mm di livello di attacco) di ogni quadrante. I siti di raccolta sono stati isolati con rotoli di cotone, e la placca sopragengivale è stata delicatamente rimossa con curette e asciugata con aria. La placca sottogengivale è stata quindi campionata con l’inserimento di coni di carta sterile per 15 secondi. I coni di carta sono stati trasferiti in 250 ml di liquido di trasporto (RTF), e miscelati con l’ausilio di un vortex insieme per 30 secondi; il supernatante e i coni di carta sono stati rimossi e il pellet è stato risospeso in 100 ml di acqua distillata per due volte. Le aliquote sono state misurate in uno spettrofotometro in cuvette da 1 ml (un’unità di densità ottica è stata considerata ≈109 cellule/ml a 600 nm). Venti gr/l di trypticase agar soy (Sigma-Aldrich, Italia), 26 gr/l brain–heart infusion (BHI) agar (Difco, USA), 10 g/l yeast extract, e 5 mg/l […]
Questo contenuto è riservato agli abbonati
Se vuoi approfondire l’argomento, continua a leggere l’articolo sottoscrivendo uno di questi abbonamenti: Abbonamento – Gold or Abbonamento – Digital
La natura è la tua passione? È anche la tua professione?Ottieni accesso illimitato a tutti i contenuti scientifici e alle splendide immagini della rivista Natural1.
Scopri gli Abbonamenti