*Iacopo Bertini e Maria R. D’Isanto CONSUMO DI FUNGHI E RISCHIO DI TUMORE E’ uscita a marzo di quest’anno una review sistematica sulla rivista Advances in Nutrition che ha cercato di valutare la relazione tra il consumo di un cibo “particolare”, i funghi, e la probabilità di insorgenza di un tumore. Dal punto di vista nutrizionale, i funghi sono inseriti nel gruppo alimentare che comprende le verdure e gli ortaggi perché hanno caratteristiche nutrizionali complessive sostanzialmente simili, essendo ricchi di vitamine, minerali e soprattutto sostanza ad attività antiossidante. Nello specifico, poi, nei funghi sono state identificate e studiate, ormai da diversi anni, anche alcune molecole che si ritrovano solo, o in particolar modo, nei funghi. Molte specie di funghi, quelli cosiddetti “medicinali”, vengono ampiamente utilizzati, come tali nella dieta o sotto forma di integratori, soprattutto nella medicina tradizionale dei paesi dell’estremo Oriente. Tutto ciò per la presenza di diverse sostanze ad attività immunostimolante e protettiva per le funzioni cellulari (citoprotezione). Tra le diverse molecole studiate, negli ultimi anni l’attenzione dei ricercatori si è rivolta, tra le altre, all’ergotioneina, una sostanza sintetizzata solamente dai funghi e da alcune specie batteriche, che possiamo anche trovare, in quantità decisamente inferiori, anche in cibi di origine animale e vegetale. Materiali e metodi. Da un’attenta revisione della letteratura scientifica, sono stati selezionati 17 studi di tipo osservazionale pubblicati dal 1966 fino a ottobre del 2020. La successiva analisi statistica (meta-analisi) ha preso in considerazione più di 19500 pazienti che avevano avuto un tumore e ha valutato la possibile relazione con il consumo di funghi. Risultati. E’ emerso che chi mangiava, su base giornaliera, 18 g di funghi (circa 130 g a settimana) aveva una riduzione del rischio di avere un tumore rispetto a chi non consumava i funghi. Il maggior effetto protettivo (- 45% di rischio relativo) è stato verificato per il tumore al seno mentre per altri tipi di tumore l’effetto non è così evidente: tutto ciò, secondo gli Autori, è dovuto al fatto, probabilmente, che la maggior parte degli studi ha preso in considerazione, soprattutto, il tumore al seno e non altri tipi di tumore. Conclusioni. […]
Related Post
Psilocibina: una molecola di origine naturale al confine tra farmacologia, neuroscienze e salute mentale
La psilocibina rappresenta oggi uno dei capitoli più stimolanti della ricerca in neuropsicofarmacologia. Da molecola isolata da funghi del genere Psilocybe, è diventata un possibile strumento per indagare la relazione tra cervello, esperienza soggettiva e cambiamento terapeutico.Le evidenze disponibili suggeriscono che, in contesti controllati e con adeguato supporto psicologico, la psilocibina possa produrre benefici clinici in alcuni pazienti con depressione, ansia associata a malattie gravi o disturbo da uso di sostanze. Perché oggi si parla di psilocibinaNegli ultimi anni la psilocibina è tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Per molto tempo, le sostanze psichedeliche classiche sono state associate quasi esclusivamente all’uso ricreativo, alla controcultura degli anni Sessanta e alle restrizioni legislative che ne hanno progressivamente limitato lo studio. Oggi, tuttavia, il quadro è profondamente cambiato. Una nuova generazione di ricerche cliniche, condotte in contesti universitari e ospedalieri controllati, ha riaperto il dibattito sul possibile ruolo della psilocibina nella cura di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare depressione maggiore, depressione resistente al trattamento, ansia, disturbo da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze. Questa ripresa è stata spesso definita “rinascimento psichedelico”. L’espressione è molto forte ma non indica semplicemente una moda culturale o una nuova fascinazione per sostanze naturali ad azione psicoattiva. Indica piuttosto il ritorno degli psichedelici nel campo della farmacologia, delle neuroscienze e della psichiatria sperimentale. Il punto centrale non è riscoprire in modo acritico molecole note da decenni, ma studiarle utilizzando le conoscenze della ricerca moderna: studi controllati, valutazioni di sicurezza, misure neurobiologiche, protocolli psicoterapeutici standardizzati e follow-up clinici. La psilocibina si presta particolarmente a questa riflessione perché occupa una posizione di confine. È una molecola di origine naturale, prodotta da diverse specie fungine; è una sostanza psicoattiva capace di modificare in modo marcato percezione, emozioni e senso del sé; è un composto farmacologicamente caratterizzabile, con un bersaglio serotoninergico principale; ed è oggi oggetto di studi clinici che ne valutano l’impiego in ambito psichiatrico. Questa complessità rende necessario distinguere con chiarezza tre piani spesso confusi nel dibattito pubblico: l’evidenza scientifica, l’uso ricreativo o non supervisionato e la comunicazione mediatica. L’interesse della psichiatria nasce da un dato clinico concreto. […]
Questo contenuto è riservato agli abbonati
Se vuoi approfondire l’argomento, continua a leggere l’articolo sottoscrivendo uno di questi abbonamenti: Abbonamento – Gold or Abbonamento – Digital
La natura è la tua passione? È anche la tua professione?Ottieni accesso illimitato a tutti i contenuti scientifici e alle splendide immagini della rivista Natural1.
Scopri gli Abbonamenti
Pigmenti vegetali, un indizio visivo sul tipo di metaboliti secondari e sulle funzioni mediche degli alimenti
La possibilità di identificare alcune attività metaboliche in base al colore degli alimenti può aiutare il singolo consumatore anche inesperto a stabilire una dieta personalizzata.La varietà dei colori presenti nel mondo vegetale rappresenta l’espressione di una complessa ricchezza chimica, nella quale pigmenti e composti bioattivi svolgono funzioni essenziali per la sopravvivenza delle piante e, allo […]
Structure-function relationship of oligopeptides isolated from wheat sprouts. Potential application on nutraceutical field
*Gian Luigi Gianfranceschi Lo studio descrive la ricerca di molecole biologicamente attive nei germogli di grano. In particolare l’analisi di spettrometria di massa di frazioni di estratti di germogli di grano purificate mediante HPLC rileva due peptidi con [MH+] = 572 e 541, rispettivamente. Tali peptidi vengono sequenziali e sintetizzati. Le strutture proposte mostrano due […]
Ieri, oggi e domani del nostro sistema alimentare
Giovanni Ballarini Con il recente aumento della popolazione umana l’agricoltura e i sistemi di produzione alimentare hanno aumentato le produzioni ben oltre ciò che si poteva immaginare solo un secolo fa, tuttavia creando problemi e soprattutto ponendo sfide significative che riguardano la sicurezza e la sovranità alimentare, la nutrizione e la salute, i cambiamenti climatici, […]
Il Lisosan G nella dieta degli sportivi
Vincenzo Longo, Giulia Meloni Cardona Negli sportivi, l’interazione tra melatonina, cortisolo, testosterone, leptina, insulina e altri ormoni è complessa e dipende dal tipo, dalla durata e dall’intensità dell’esercizio fisico. La gestione ottimale del sonno, della dieta e dell’intensità degli allenamenti è fondamentale per mantenere un equilibrio tra questi ormoni, favorendo così il recupero e migliorando […]