
Marco Angarano
Una banca dati del ghiaccio, un grande archivio che racchiude la storia del clima e dell’ambiente e che fornirà dati importanti alle future generazioni di scienziati. È questo l’obiettivo di Ice Memory, un progetto di ricerca internazionale riconosciuto dall’UNESCO nato con lo scopo di raccogliere e conservare campioni di ghiaccio prelevati dai ghiacciai di tutto il mondo. Ghiacciai che, con sempre più certezze, si ipotizza che potrebbero scomparire o ridursi moltissimo a causa del riscaldamento globale. Le ‘carote’ di ghiaccio, prelevate da ghiacciai selezionati in tutto il pianeta per rappresentare il clima di una determinata regione, saranno conservate nel grande freezer naturale dell’Antartide, con tutte le informazioni che racchiudono negli strati di neve accumulati nel corso dei secoli. Informazioni che viaggiano nel tempo, e che saranno elaborate con gli strumenti tecnologici attuali e quelli ancora più evoluti negli anni a venire.
Attraverso i secoli hanno viaggiato, e continuano a viaggiare, anche le conoscenze relative all’uso delle piante medicinali, che si tramandano grazie alle medicine tradizionali e alla ricerca etnobotanica ed etnofarmacologica, iniziata quando i primi missionari Gesuiti giunti nelle colonie dell’America Latina si interessarono al loro utilizzo da parte delle popolazioni indigene. Successivamente, con il progredire delle conoscenze chimiche e farmacologiche, diversi scienziati hanno contribuito allo studio fitochimico delle piante medicinali e alla loro importanza culturale. Piante sconosciute e ancora da scoprire, utilizzando il moderno metodo scientifico per tradurre l’empirismo terapeutico tradizionale. Senza perdere di vista le loro innumerevoli sfaccettature e la loro complessità, senza limitarsi a considerare una specifica attività farmacologica legata al singolo principio attivo con cui possono essere caratterizzate. Il fitocomplesso di una pianta medicinale, grazie alla sinergia di tutti i suoi componenti, può avere infatti numerosi bersagli ed effetti biologici variegati, spesso anche soggettivi.
Etnobotanica ed Etnofarmacologia, scienze interdisciplinari e transdisciplinari, che possono avere un ruolo nell’aiutare e supportare lo sviluppo di un futuro più sostenibile per le persone che vivono in regioni emarginate. Ruolo che può diventare essenziale nel mantenimento del benessere e della salute globale.
In questo numero di Natural 1, il passato e il futuro di Ilex guayusa ne sono un piccolo esempio.
Buona lettura e buona estate.