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Smyrnium olusatrum

Autori:
flora mag26

Cristina Delunas

Ordine: Apiales

Famiglia: Apiaceae

Etimologia: il nome del genere deriva dal termine greco smyrna col significato di mirra con riferimento all’odore dei semi. L’epiteto della specie olusatrum è composto da olus, oleris col significato di ortaggi e da atrum con riferimento al colore scuro dei frutti maturi.

Nome comune: Corinoli comune, Macerone.

Descrizione Botanica: pianta erbacea biennale alta 40-150 cm. Fusti eretti, glabri, cilindrici, striati longitudinalmente e cavi. Radice molto robusta e ramificata

Foglie: opposte, provviste di larga guaina che abbraccia i piccioli, completamente divise in 3 segmenti obovati di 3-10 cm, margine dentellato. Lamina lucida di colore verde brillante. Le foglie superiori sono prive di picciolo.

smyrnium olusatrum, foglie
Foglie.

Fiori: ermafroditi, riuniti in ombrelle quasi emisferiche di 6-15 raggi. Peduncoli fiorali scanalati. Ombrellule composte da 10-20 fiori o anche più, diametro 1-5 cm. Fiori piccoli, gialli o biancastri a simmetria raggiata di 5 petali. I petali appaiono tipicamente arrotolati prima dell’antesi. Calice saldato all’ovario che è composto da 2 carpelli. Gli stili si allargano alla base di un disco nettarifero.

Frutto: schizocarpi globulari, di 4–5 mm, dapprima verdi poi neri. La forma ricorda piccoli insetti con gli stili che simulano le antenne. A maturità si scindono in due parti ognuna delle quali contiene un seme nero a forma di mezzaluna.

Habitat: da 0 a 800 m s.l.m., è nativa del bacino del Mediterraneo. In Italia è assente in Valle d’Aosta, Piemonte e Trentino Alto Adige. Predilige zone ombrose lungo strade, siepi, prati. In città vegeta in zone ruderali e periferiche.

Fioritura: da febbraio a maggio.

Proprietà: digestive e, per il contenuto di terpenoidi, la pianta è utilizzata per l’estrazione di oli essenziali.

Curiosità: nella tradizione popolare dei secoli scorsi veniva coltivata per uso alimentare ed era nota come prezzemolo alessandrino molto apprezzato dai Romani per il suo sapore aromatico e amarognolo. Tra il 1500 e il 1600 fu sostituita negli stessi usi dal sedano.