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Editoriale Natural 1 – gennaio-febbraio 2013

Autori:
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Bruno Agostinelli

A quanto pare i Maya si erano sbagliati, o forse, più verosimilmente, le interpretazioni catastrofiche attribuite al calendario Maya erano errate. Il 21 dicembre, infatti, è ormai passato e nulla è accaduto.
La vicenda però ha forse qualcosa da insegnare. Esiste una tendenza diffusa, quasi fisiologica, a considerare che gli eventi sfavorevoli siano sempre in agguato, dietro l’angolo. Che la sfortuna ci osservi di nascosto, in attesa di fare capolino quando meno ce la aspettiamo. Che le possibilità di un fallimento siano aprioristicamente superiori a quelle di un successo.
Paolo Coelho ha brillantemente affrontato il tema in un divertente passaggio del libro “Sono come il fiume che scorre”.
«Noi abbiamo sempre la tendenza a credere alla famosa “legge di Murphy”: “se qualcosa può andar male, lo farà.” Jean-Claude Carrière mi ha narrato al riguardo una storia davvero interessante.
Un uomo stava facendo tranquillamente colazione quando, all’improvviso, il pane su cui aveva appena spalmato il burro cadde sul pavimento.
Fu una grande sorpresa quando, guardando verso il basso, si accorse che il lato imburrato era rivolto all’insù! L’uomo pensò di trovarsi di fronte a un miracolo: eccitato, ne parlò con gli amici. E tutti furono stupiti dall’evento, giacché il pane, cadendo impatta sempre il suolo con la parte spalmata di burro, sporcando tutto.
“Forse sei un santo,” disse uno. “E quello è stato un segnale divino.”
Ben presto, la storia si diffuse nel piccolo villaggio, e tutti gli abitanti presero a discutere animatamente dell’accaduto: come mai, al contrario di quanto avveniva sempre, il pane di quell’uomo era caduto con il lato imburrato rivolto all’insù? Poiché nessuno riusciva a trovare una risposta adeguata, decisero di interpellare un Maestro che viveva nelle vicinanze. Andarono da lui e gli raccontarono quanto era successo.
Il Maestro chiese una notte per pregare, riflettere e invocare l’ispirazione divina. L’indomani, tutti i paesani ritornarono dal sant’uomo, ansiosi di avere una risposta.
“La spiegazione è molto semplice,” disse il Maestro. “In verità, il pane è caduto esattamente come doveva cadere: è il burro che era stato spalmato sul lato sbagliato”».
Coelho sembra parlare di un’ostinata forma di pessimismo. Il bicchiere sempre mezzo vuoto e mai mezzo pieno. E questo è forse proprio l’atteggiamento che dobbiamo sforzarci di cambiare. Potremmo adottare questo proposito come “buon proposito” per l’anno appenza iniziato.
Non dico che dobbiamo trasformarci tutti in “inguaribili ottimisti”, ma, almeno, trovare il coraggio e la voglia di intraprendere progetti, credere in potenzialità magari finora trascurate, confidare nelle possibilità di buona riuscita piuttosto che paventare un sicuro insuccesso. Suggerirei di farlo gradualmente, a piccoli passi. Forse ci accorgeremmo che il burro non era stato spalmato sul lato sbagliato, ma che siamo stati semplicemente… fortunati.

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