Bruno Agostinelli
aLeggo oggi su un giornale economico di rilevanza nazionale che in Cina circolano cinque milioni di auto “blu”, cioè concesse dal Governo ad uso pubblico e professionale. E’ intitolato “sprechi di stato”. Ma non ci vedo niente di strano. Non dobbiamo dimenticarci il numero della popolazione della Cina (un miliardo e 337 milioni) e la base politica su cui si fonda lo Stato Cinese che, è noto a tutti, si fonda almeno per il momento, sulla rigida Statocrazia di una repubblica “socialista” governata da un partito unico. Semmai dovremmo guardare meglio casa nostra (in Italia su una popolazione di 60.340.000 individui ci sono ben 629.000 auto blu – il dato arriva da “contribuenti.it”; quindi stando a questi numeri, siamo il primo Paese al mondo per l’utilizzo di auto blu, seguono gli Stati Uniti d’America con 72.000 e la Francia con 63.000). Anche se onestamente, queste grandi differenze nei numeri mi lasciano molto perplesso.
Una raccomandazione per tutti è quella di leggere in modo approfondito gli articoli dei giornali non limitandosi ai titoli. Sempre più spesso infatti i titolisti, spinti dal bisogno di eccellere sulla massa degli articoli, si spingono verso il sensazionalismo. Approfondire dunque, anche se purtroppo all’interno degli stessi articoli, talvolta, per questioni di spazio o di carenza di informazione o di superficialità, si fa di tutta l’erba un fascio, come è accaduto sul Corriere della Sera del 26 maggio 2010 nel pezzo intitolato “Scienza del fiore e gattologia. Sono 470 le lauree eliminate”. L’articolista, inizialmente illustra la “pulizia”, la “cancellazione”, la “potatura” dei corsi condotta dai Rettori e poi scrive testualmente: “stessa sorte è toccata al corso di Laurea sul “Turismo alpino”, sulla “Cultura della Sardegna”, sui “Beni enogastronomici” sulla “Teoria e prassi della traduzione”, sull'”Enogastronomia mediterranea” o le “Tecniche erboristiche”. E fin qui è cronaca; anche se mettere questi corsi tutti sullo stesso piano, senza nessun distinguo, sembra un po’ semplicistico ed azzardato per diverse ragioni… ma poi continua così: “la forbice dei Rettori ha potato anche corsi di Laurea seri, come Ingegneria ecc…” Alt! I corsi prima menzionati allora…? Attenzione, a questo punto sembra che si sia andati oltre certi limiti!
Infatti a pagina 51 di questo fascicolo, pubblichiamo la lettera inviata al Corriere della Sera dal Prof. Ferruccio Poli, Presidente della CONPTER (Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Tecniche Erboristiche) che denuncia la “non corretta informazione” e richiede una rettifica ai fini di “evitare un danno di immagine e ricadute negative sulle Lauree di questo settore”.
A questo punto, rimandiamo il lettore a pagina 50 di questo fascicolo con lo “speciale Corsi” in cui troverà un dossier completo dedicato ai Corsi Universitari nel settore erboristico, oggi attivi sul territorio nazionale.
A proposito di Università, ricordiamo qualche data: nel gennaio 2009 venne presentata la Riforma dell’Università del Ministro Gelmini, approvata poi dal Governo nell’ ottobre 2009. La Commissione Istruzione del Senato ha preso i suoi tempi per lo studio della stessa, e dopo avere apportato alcune modifiche, alla fine di maggio 2010, ha passato il tutto per la votazione finale. Speriamo che la legge possa essere trasmessa alla Camera celermente (celermente vuol dire prima delle ferie) e poi approvata…anche perché la riforma era stata presentata nel gennaio 2009! Sono già passati 17 mesi dalla sua presentazione! Nella vita sociale, come nella vita di tutti i giorni ci sono delle priorità. L’università dovrebbe essere una delle priorità assolute. Non si gioca con la vita dei nostri figli, con la vita dei nostri ragazzi, che sono il futuro del Paese.
A proposito di priorità. Alcune volte, nella nostra vita riceviamo dei segnali così forti che rimaniamo senza parole, esterrefatti; sono i momenti in cui tutta l’impalcatura mentale di credo e di certezze che ci eravamo costruiti con fatica nel tempo, sembra cedere. E’ accaduto a me l’altro giorno in viale Montenero a Milano. Stavo cogitando sulle difficoltà in cui versa la nostra economia e sulle difficoltà in cui le piccole aziende operano sul mercato quando…una folla (eterogenea devo dire) appare all’orizzonte. Chi saranno? Qualche manifestazione forse? Qualche intemperanza sociale? Nooooooooooo! Erano semplicemente centinaia di persone in fila davanti alla South Africa House, in attesa di poter acquisire le “vuvuzelas”, quelle sconvolgenti trombette di plastica che sono diventate il background musicale di questi mondiali di calcio. Impossibile vedere una partita senza avere attorno a sé questo antipatico ronzio costante che copre l’intero audio della telecronaca. Non potevano trovare di peggio per creare disturbo.
Ma il pensiero preoccupante è: chi erano costoro e soprattutto cosa se ne faranno di tutte queste trombette?
In autunno speriamo di non dover lottare anche contro le vuvuzelas!
Ma c’è tempo! Fra poco iniziano le ferie…sempre a proposito di precedenze.
Buone vacanze e buon riposo!