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Editoriale Natural 1 – luglio agosto 2013

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Erika Agostinelli

In questi giorni in televisione stanno trasmettendo una serie di documentari dedicati alle invenzioni e innovazioni che hanno segnato gli anni ’80. All’epoca ero ancora troppo piccola per poterne respirare l’entusiasmo, ma mi ricordo le storie che mi raccontava mio papà. È stato un decennio che ha letteralmente inventato il futuro. All’interno ritroviamo i semi che col tempo, maturando negli anni ’90 e in seguito nel nuovo millennio, hanno creato il nostro presente.
Oltre a ricordare i lunghi viaggi fatti in macchina con i miei genitori ascoltando i successi degli A-ha, Tears for fears, Cyndi Lauper, Roxette, e tanti altri grandi artisti che tuttora sono ripresi dalla scena musicale moderna, mi vengono in mente film intramontabili come Ritorno al futuro, la saga di Indiana Jones, Shining, E.T. l’extraterrestre, i Goonies e molti altri che mi hanno fatto sognare e vivere avventure incredibili.
Ma soprattutto non dimentichiamo le invenzioni tecnologiche; gli anni ’80 sicuramente non prendono in prestito nulla dal passato. I pilastri della rivoluzione digitale vengono silenziosamente costruiti e saranno la base sulla quale si poserà il nostro panorama culturale odierno.
I personal computer sperimentano una crescita esplosiva proprio in quegli anni, trasformandosi da strumenti per esperti e appassionati di elettronica a una vera e propria industria di massa. Il PC IBM, lanciato nel 1981, diventa il computer dominante per gli utilizzatori professionali. Il Commodore (C64) si impone come il computer domestico più popolare. Sempre all’inizio del decennio, l’intuito del giovane Bill Gates coglie l’importanza non solo dell’hardware ma del sistema operativo, e con MS-DOS conquista il mercato. Esso infatti è l’antenato di Microsoft Windows, destinato a diventare lo standard per i Personal Computer. Apple introduce il primo computer Macintosh nel 1984, che ha successo anche grazie all’utilizzo innovativo di un’interfaccia utente grafica user-friendly.
È l’inizio della trasformazione dei dati analogici in impulsi binari che permetteranno computi sempre più complessi, utili non solo nelle grandi aziende e agenzie governative ma anche nella vita quotidiana di tutti noi.
Dopo la dura lotta tra i formati Betamax della Sony e il VHS della JVC, il videoregistratore VHS diventa uno strumento indispensabile per le famiglie fino a costituire una preoccupazione nel campo dei diritti d’autore; tematica che si ripropone nei giorni nostri in forme differenti tramite le tecnologie di file-sharing.
L’avvento del walkman permette di ascoltare la musica finalmente in privato, anche camminando, aprendo le porte a un mercato fino all’epoca sconosciuto. È una vera e propria innovazione, un cambio di prospettiva sconvolgente.
Questi sono solo alcuni dei fondamenti che hanno permesso la creazione di strumenti sempre più potenti, utilizzati regolarmente nella nostra vita quotidiana.
Negli ultimi anni siamo stati testimoni di un periodo di accelerazione. Apparecchiature e mezzi tecnologici così nati nel passato sono diventati sempre più efficienti ed efficaci. Si portano migliorie a tecnologie già esistenti. Mentre sempre più raro è osservare un vero e proprio cambio di prospettiva. Vedere quel “qualcosa” dove gli altri non vedono nulla, presagire le potenzialità di tecnologie non ancora sperimentate. Diventa sempre più difficile avere il coraggio di staccarsi dal passato e lanciarsi con entusiasmo nell’ignoto e credere nella propria intuizione.
Ma se vogliamo aderire alla visione ciclica della storia, i nuovi anni ’80 prima o poi arriveranno. E forse sono più vicini di quanto si possa pensare. Arriverà sicuramente un periodo più florido dove fenderemo le onde fatte di sogni e idee, e con il vento in poppa potremo navigare nei mari ancora inesplorati del futuro che ci aspetta.
In attesa di quel momento, ci conviene tenere gli occhi ben aperti, perché forse faremo fatica a capire quando saremo già a bordo.

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