Bruno Agostinelli
Non si può parlare di democrazia ma sempre più di burocrazia. Siamo alle solite. Nessuna certezza salvo la mancanza di governo. A Milano non è più in vigore l’area C. Per carità, chissà quante persone ne trarranno soddisfazione, ma bisogna ammettere che lascia più che sconcertati questo modo di cambiare le decisioni volute a suo tempo dalla Giunta; una scelta era stata presa e si doveva continuare su quella strada, non foss’altro per il fatto che la scelta era stata presa da chi ci dovrebbe governare. Ora si dovrà aspettare la decisione del Tar con i suoi tempi, probabilmente dopo le ferie estive.
In Italia è sempre tutto aleatorio, provvisorio, come la certezza della pena purtroppo. È il Paese dell’ostruzionismo, del veto, del cavillo, dell’ostacolo che col tempo diventa insormontabile in quanto nel frattempo cambiano le situazioni, le necessità. Ad una decisione presa da una maggioranza si sovrappone sempre più spesso la contestazione di una minoranza che, accompagnata da una sapiente direzione burocratica e/o da qualche atteggiamento violento, la blocca o la annulla, non permettendo di continuare lo svolgimento dell’opera a suo tempo promossa: ad esami si contrappongono riesami, a sentenze ricorsi, appelli, cassazione, possiamo ben immaginare i pensieri di coloro che vorrebbero o potrebbero investire in questo nostro “bel” Paese!
Questa mancanza di certezze, si riflette nella vita di tutti i giorni e ci induce ad essere insicuri, incerti anche nelle cose e nelle decisioni più semplici. Mai come ora le parole di Lorenzo De’ Medici sono foriere di inquietudine…”chi vuol esser lieto sia; di doman non v’è certezza”.
Una volta, si faceva esperienza nel proprio lavoro, negli studi, nella professione, nella vita di tutti i giorni. Un tesoro da riporre nel “cassetto”… utile per il futuro. Una certezza che ci permetteva di essere più sicuri con noi stessi e di adattarci al ritmo dell’esistenza, percorrendo la strada “sicura”.
La stessa cosa accade nella letteratura. Una volta c’erano scrittori che venivano considerati dai critici delle pietre miliari e gli stessi, pur polemizzando e talvolta dissentendo, erano convinti della genialità e delle virtù dell’autore seppur con qualche distinguo; ora se notate, con gli scrittori contemporanei, a destra rullano i tamburi, a sinistra squillano le trombe, insomma non c’è accordo. Lo stesso autore passa da grande interprete della società contemporanea a vile servo del padrone di turno, provocando lo sconcerto del lettore, che a questo punto deve agire da solo e dare un’opinione di quanto letto pur non essendo molte volte all’altezza, in quanto mancante di basi. Dovremo quindi seguire il nostro istinto, ma anche rivolgerci al passato per ricominciare a credere, mettendo in terapia la nostra “instabilità” ancorandoci alla sicurezza dei grandi autori, al loro stile, alle loro regole, con una certa invidia per il loro mondo e un certo rimpianto. Molte volte, leggendo i contemporanei, ci ritroviamo per lo più sommersi da aride annotazioni, mancanza di stile e ci sentiamo scagliati in un mondo che non ci appartiene, con grande insoddisfazione.
Ezra Pound divideva gli scrittori in diverse categorie: “gli inventori, i classici, i volgarizzatori, scrittori notevoli senza qualità eminenti (fortunati perché nati in momento in cui un certo genere letterario è fiorente), scrittori di belle lettere e iniziatori di mode. “Se il lettore non conosce le prime due categorie, non vedrà mai il bosco, ma gli alberi”.
A proposito di libri, settembre è alle porte e la nostra casa editrice, attraverso Natural1, ha il piacere di presentarvi un nuovo libro , di prossima uscita autunnale: “Il Taccuino della Sanità”, che consiste nella raccolta e nella esposizione in chiave moderna, di un singolare modo di concepire il mondo della natura proprio dei tempi passati. Questi manuali, questi taccuini, ricchi di consigli terapeutici, si erano diffusi rapidamente nell’Italia medievale ed erano costituiti per lo più di tre parti: Herbarium, Bestiarium, Lapidarium. Per tre secoli, i medicamenti proposti dai “taccuini” rivestirono grande importanza, esercitando anche una grande influenza sull’evoluzione della terapia in epoche successive. Di piacevole lettura, ricco di aneddoti, il nostro libro illustrerà attraverso i testi di Ernesto Riva e le illustrazioni di Marta Farina, le più fantasiose virtù terapeutiche delle piante medicinali, degli animali o parti di essi e delle pietre preziose.
Vi attendiamo al Sana di Bologna dall’8 all’11 settembre per illustrarvi meglio tutte le nostre prossime iniziative editoriali.