*Jessica Girardi,
*Erika Carla Pierattini
*Stefano Bedini
*Augusto Loni
*Rossella Bocchino
*Paolo Giannotti
*Barbara Conti
Il controllo delle zanzare, sia delle larve sia degli esemplari adulti, si avvale principalmente di insetticidi di sintesi e di piretrine, le quali pur essendo molecole di origine naturale non sono esenti da problemi di tossicità o dall’induzione di resistenza acquisita. Gli oli essenziali rappresentano una valida ed efficace alternativa a queste sostanze per la lotta alle zanzare adulte in luoghi verdi privati e pubblici e presentano anche un basso impatto ambientale e una maggiore sicurezza.
Le zanzare (Diptera Culicidae) sono insetti che pongono severi problemi di carattere economico-sanitario. Le femmine, infatti, dovendo effettuare un pasto di sangue per la maturazione delle uova, sono per l’uomo causa di notevole fastidio, di insorgenza di reazioni allergiche e della trasmissione di numerose patologie.
Tra le zanzare presenti in Italia, quella attualmente più problematica è Aedes albopictus (zanzara tigre asiatica), specie invasiva originaria dell’Asia, che si è fortemente radicata sul territorio entrando in competizione con la autoctona zanzara comune, Culex pipiens (Romi, 2001).
Infatti, in Italia, la specie si è diffusa, dopo l’introduzione avvenuta a Padova nel 1990, con il commercio degli pneumatici usati destinati alla rigenerazione, all’interno dei quali si trovano le uova che possono rimanere a secco per molti mesi. Questi poi accatastati all’esterno, alla prime piogge si riempiono di acqua consentendo la schiusura delle uova e l’inizio di una nuova infestazione. La grande resistenza delle sue uova al freddo e alla seccità conferisce alla specie una grandissima plasticità ecologica (Benedict et al., 2007).
L’adulto di A. albopictus ha un corpo allungato ed esile di piccole dimensioni (massimo 10 mm) dal volo silenzioso. Il corpo nero è segnato da anellature bianche, le quali giustificano il nome comune “zanzara tigre” (Fig. 1). Presenta come tutti i Culicidae, uno spiccato dimorfismo sessuale. Le antenne sono piumose nel maschio e verticillate nella femmina, la quale è in genere più grande rispetto al maschio. Essa, in quanto ematofaga presenta un apparato boccale di tipo pungente-succhiante mentre il maschio, glicifago, solo succhiante. Il torace dorsale del maschio presenta una banda longitudinale bianca (Fig. 1).
Le uova sono di forma allungata e corion punteggiato. Bianche appena deposte, virano al grigio nell’arco di pochi minuti e al nero nell’arco di tempo di un’ora dalla deposizione (Fig. 2).
L’adulto le depone singolarmente poco sopra il livello dell’acqua dal momento che non presentano strutture di galleggiamento. La larva (Fig. 3) presenta un apparato boccale di tipo masticatore modificato in organo filtrante con il quale si nutre di materiali organici in decomposizione nell’acqua (Fig. 3).
I problemi economico-sanitari riferibili a Ae. albopictus nei paesi economicamente avanzati sono dovuti all’attività ecto-parassitaria della specie in quanto l’attività trofica degli adulti è tipicamente diurna e si esplica soprattutto all’aperto, nelle ore più fresche del mattino e della sera. L’intensità degli attacchi è spesso tale da costringere le vittime ad abbandonare le attività condotte all’aperto per rifugiarsi al coperto. Dove la specie è maggiormente presente, si assiste a vere e proprie emergenze sanitarie dovute alle allergie indotte dalle ripetute punture (Romi, 2001). Una volta insediatosi in una zona, oltre che un insetto fastidioso in quanto ecto-parassita aggressivo, esso è anche un potenziale vettore di patologie virali, tra cui dengue, febbre gialla, West Nile, vari tipi di encefalite, il virus della febbre della Rift Valley (Benedict et al., 2007). Essendo ormai diffusa in Europa ovunque le condizioni climatiche consentano il suo sviluppo, con i flussi migratori e turistici provenienti dai paesi tropicali dove certe patologie sono endemiche, Ae. albopictus non rappresenta ormai più solo un vettore dal rischio ipotetico (Bonizzoni et al. 2013). Per la prevenzione da tali patologie, il controllo della specie è quindi lo strumento chiave (Koren et al. 2003), pur non risultando di facile gestione a causa della peculiare biologia. Le femmine depongono le uova in qualunque contenitore d’acqua pulita, a pelo d’acqua e questo rende la specie tipica degli ambienti periurbani dove abbondano appunto piccole raccolte di acqua (es. sottovasi, barattoli, …) in proprietà private. Per questo motivo la lotta agli stadi larvali risulta più difficoltosa rispetto a quella condotta contro le larve delle zanzare autoctone che preferiscono deporre in stagni, fiumi, canali o laghetti artificiali. Data l’impossibilità di trattare la moltitudine di piccole raccolte di acqua piovana spesso confinate nelle proprietà private, il controllo larvale, mediante l’uso di organofosforici, regolatori di crescita e Bacillus thuringiensis (var. israeliensis), che rappresenta altresì il sistema più efficace e a bassissimo impatto ambientale per le zanzare comuni, non risulta per Ae. albopictus fattibile (Brown, 1986). La lotta adulticida, generalmente condotta con piretroidi, risulta ad altissimo impatto ambientale ed onerosa per le amministrazioni comunali. Inoltre, l’impiego degli insetticidi di sintesi per il controllo delle zanzare è sempre meno gradito al cittadino con l’aumentare della consapevolezza da parte del pubblico dei loro effetti negativi sull’ambiente (Desneux et al., 2007) e sulla salute, oltre che per la selezione di ceppi resistenti (Keiding, 1999). Vi è quindi la necessità di individuare soluzioni alternative per limitare le problematiche determinate dalla presenza di zanzare. La necessità di evitare la loro presenza nelle aree verdi private come giardini, campeggi etc. anche nelle ore diurne ha portato a ricercare sistemi automatici di nebulizzazione di sostanze abbattenti in grado di assicurare una continua e regolare copertura delle zone interessate con trattamenti a minore impatto ambientale. Tali sistemi consistono in un serbatoio contenente il principio attivo, una pompa che lo misceli con acqua ed un sistema di tubi ed erogatori in grado di nebulizzare uniformemente nell’ambiente la soluzione, generalmente a base di piretrine. Queste ultime, per quanto di origine naturale, non sono tuttavia scevre né dai problemi di tossicità né dall’induzione di resistenza acquisita.
Tra le più promettenti alternative alle piretrine, gli oli essenziali (OE) estratti da piante aromatiche rappresentano una valida soluzione che dopo numerose sperimentazioni in laboratorio stanno adesso conquistando il mercato. Gli OE “sostanze volatili, odorose, ottenute mediante distillazione in corrente di vapore, idro-distillazione o distillazione secca di una pianta o di talune sue parti o, nel caso di prodotti agrumari, da opportuni processi meccanici a freddo” (ISO 9235: 2013) sono miscele di metaboliti secondari prodotti delle piante con il ruolo di segnali chimici tra le stesse (inibizione della germinazione e crescita), tra piante e animali (azione attrattiva nei confronti degli insetti impollinatori e repellenza nei confronti degli erbivori (insetti dannosi compresi) e di difesa da patogeni (Michelozzi, 2015). L’efficacia repellente di molti OE nei confronti della zanzara tigre asiatica è notevole e, in molti casi anche superiore a quella dei repellenti di sintesi come il DEET (N,N-dietil-3-metilbenzammide), la molecola sintetica più diffusa nei prodotti repellenti per uso personale (Conti et al., 2012; Conti et al., 2013) nonostante ne sia stata verificata la tossicità.
Nel presente lavoro è stata valutata l’efficacia di un prodotto repellente commerciale a base di oli essenziali distribuito mediante un innovativo sistema di nebulizzazione contro le zanzare in ambiente esterno.

Prova di repellenza in un’area verde periurbana
L’efficacia repellente del binomio sistema di nebulizzazione e miscela di OE nei confronti delle zanzare è stata valutata in una area verde periurbana (giardino del Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”, San Piero a Grado, Pisa). I trattamenti sono stati effettuati mediante un impianto a nebulizzazione (Freezanz System S.r.L.s,1) composto da un’unità centrale al cui interno sono presenti la vasca di miscelazione ed i serbatoi per i principi attivi. Questa collegata alla rete idrica, tramite una pompa, eroga la miscela di acqua e prodotto, che viene poi nebulizzata grazie agli ugelli posizionati perimetralmente all’area da proteggere. Il sistema di nebulizzazione permette di utilizzare esigui quantitativi di prodotto garantendone l’erogazione costante. Inoltre, ogni trattamento viene seguito da un ciclo di lavaggio del sistema, per garantire che la miscela nebulizzata contenga sempre la percentuale prestabilita di prodotto. Il prodotto testato è una miscela commerciale di OE composta da: estratto acquoso di Olea europea, Mentha piperita, Salvia officinalis, Pelargonium graveolens, Lavanda officinalis, Eucalyptus globus, Cymbopogon nardus, Melia azadirachta, Caspicum annuum, sorbato di potassio e glicerina (Naturiz®).
In due aree speculari del medesimo giardino (di circa 1200 mq ognuna) sono stati installati due impianti di erogazione. Nella prima zona è stata nebulizzata la miscela repellente (Fig. 4) mentre nell’altra area è stata nebulizzata solo acqua come trattamento di controllo. Gli impianti sono stati attivati ad intervalli regolari: la mattina dalle 7:30 alle 11:30 e la sera dalle 15:00 alle 19:00 con la frequenza di 10” ogni 5′. Durante la giornata inoltre venivano attivati 4 cicli di 30” alle ore 12:15, 13:00, 13:45 e 14:15. La presenza di zanzare è stata valutata mediante trappole a suzione che utilizzano CO2come attrattivo (Mosquito Magnet, Pioneer). La prova è stata effettuata nel periodo giugno – settembre 2018. Le trappole a suzione sono state controllate ogni due settimane. Il riconoscimento tassonomico ed il conteggio dei Culicidi catturati sono stati effettuati presso i laboratori della sezione di Entomologia Agraria del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali dell’Università di Pisa.
Risultati
Dai dati ottenuti nel corso dei campionamenti è stato possibile evidenziare la presenza di quattro generi/specie di culicidi: Aedes albopictus, Culex pipiens, Anopheles sp. e Ochlerotatus sp. L’abbondanza dei vari taxa è risultata variabile durante il periodo di osservazione. In particolare, si nota come, nelle aree indagate, l’abbondanza della zanzara comune C. pipiens sia maggiore nel primo periodo estivo (mese di giugno) riducendosi col progredire dell’estate, mentre la presenza della zanzara tigre Ae. albopictus aumenta sensibilmente nella seconda metà di luglio ed è massima nel mese di agosto.
Il confronto tra le catture effettuate nell’area coperta dalla nebulizzazione con la miscela di OE e quelle dell’area di controllo, nebulizzata con sola acqua, ha indicato una buona attività repellente del binomio sistema di nebulizzazione – miscela di OE. Nel complesso, infatti, rispetto all’area di controllo, nell’area trattata è stato osservato un numero di zanzare significativamente inferiore (Mann-Whitney test P = 0.0055) in tutti i tempi di campionamento con una riduzione media del 69 ± 20%.
Conclusioni
Le prove di repellenza condotte in un’area verde periurbana hanno permesso di dimostrare la spiccata efficacia del binomio sistema di nebulizzazione – miscela di OE nei confronti delle zanzare. L’utilizzo di prodotti repellenti a base di OE, nebulizzati in maniera efficace, può quindi costituire una valida alternativa, a basso impatto ambientale, ai trattamenti abbattenti. Tali miscele, utilizzate nel rispetto delle norme fitosanitarie, risulterebbero particolarmente adatte all’impiego in ambiente privato o pubblico come giardini, ristoranti, campeggi o parchi frequentati da persone ed animali domestici, permettendo una riduzione sensibile delle presenze di zanzare senza il rischio degli indesiderati effetti collaterali dei piretroidi.
* UNIVERSITA’ DI PISA, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali
Bibliografia consultata
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Brown AWA 1986. Insecticide resistance in mosquitoes: a pragmatic review. J Am Mosq Control Assoc, 2: 123-140.
Conti B. et al., 2012. “Larvicidal and repellent activity of Hyptis suaveolens (Lamiaceae) essential oil against the mosquito Aedes albopictus Skuse (Diptera: Culicidae)”. Parasitol Res; 110:2013- 2021.
Conti B. et al. ,2013. “Larvicidal and repellent activity of essential oils from wild and cultivated Ruta chalepensis L. (Rutaceae) against Aedes albopictus Skuse (Diptera: Culicidae), an arbovirus vector”. Parasitol Res;112(3):991-999.
Desneux N. et al., 2007. “The sub- lethal effects of pesticides on beneficial arthropods”. Ann Rev Entomol; 52: 81-106.
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Koren et al., 2003. Insect repellents: safety implications for children and pregnant and lactating women. Cand. Med Assoc. J. 169: 209-212
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