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Ma le piante sono esseri intelligenti? (parte 2)

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*Giovanna Serenelli Seconda parte Prosegue nella seconda parte di questo articolo la panoramica dei vari processi biologici che caratterizzano le modalità di comunicazione delle piante, legate fondamentalmente alla chimica e alle sostanze che sintetizzano attraverso il loro metabolismo secondario. Le Piante non sono coscienti Innanzitutto, è bene intendersi sul concetto di coscienza. Nulla a che fare con la moralità, ma, in sintesi, la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino, questo è ciò che qui intendiamo per coscienza. Da un punto di vista neurologico possiamo inserire in questo termine la vigilanza e la consapevolezza. Nelle comuni espressioni umane coscienza e intelligenza vengono quasi sempre sovrapposti e confusi. Se valutiamo le definizioni dei dizionari troviamo per l’intelligenza questa definizione: complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento propria dell’uomo, in cui si sviluppa gradualmente a partire dall’infanzia e in cui è accompagnata dalla consapevolezza e dall’autoconsapevolezza, è riconosciuta anche, entro certi limiti (memoria associativa, capacità di reagire a stimoli interni ed esterni, di comunicare in modo anche complesso, ecc.), agli animali, spec. mammiferi (per esempio, scimmie antropomorfe, cetacei, canidi) (definizione Treccani). Per coscienza troviamo: consapevolezza che l’individuo ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività interiori. Nelle scienze biomediche e psicologiche vanno considerati almeno tre significati, tra loro distinti anche se correlati del termine. In un primo senso, il termine coscienza si riferisce allo stato di consapevolezza tipico della veglia. In un secondo significato, esso indica l’esperienza soggettiva, chiamata coscienza fenomenica nella scienza cognitiva. Un terzo significato concerne la coscienza cognitiva, detta anche coscienza di accesso, contrapposta all’elaborazione inconscia delle informazioni (Treccani, Dizionario di medicina). Se valutiamo il problema, i cui termini sono molto complessi, […]

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