Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Etimologia: il nome del genere deriva da Artemide, dea greca della caccia, Diana per i Romani. Il gruppo di piante le fu consacrato già da Plinio il Vecchio. È inoltre probabile che la denominazione abbia voluto ricordare Artemisia, moglie e sorella di Mausolo, re di Alicarnasso dal 352 al 350 a.C. L’epiteto specifico deriva da arbor per il portamento della specie che tende ad essere arbustivo.
Nome comune: Assenzio arbustivo
Descrizione Botanica: pianta perenne, sempreverde, dall’aspetto più grigio che verde per la presenza di una fitta peluria in tutte le parti. Fusto corto e molto ramificato, lignificato, rami anch’essi lignificati, eretti, patenti o penduli che si espandono anche in senso orizzontale per 1,5-2 m o più.
Foglie: alterne, picciolate, tomentose, da grigio-verde a biancastre in entrambe le pagine. Forma da bipennatosetta in alto a tripennatosetta nella parte bassa della pianta. Lunghezza da 3 a 5 cm con incisioni profonde che danno origine a lacinie lineari di 0,5-2×11 mm con apice arrotondato.
Fiori: numerosissimi capolini riuniti in infiorescenze a pannocchia di forma piramidale all’apice dei fusti, semiglobosi, di diametro di 5-8 mm, spesso penduli o rivolti lateralmente. Il ricettacolo di ciascun fiore ha un aspetto lanoso ed è circondato da squame grigiastre ricoperte da fitta peluria. I fiori sono tutti tubulosi, di colore giallo oro e piccolissimi.
Frutto: acheni di 2 mm, brunastri, con ghiandole giallastre sul pericarpo.
Habitat: specie diffusa nell’Europa mediterranea da 0 a 600 e sino a 1000 m s.l.m., nell’Italia settentrionale è presente solo in Liguria, manca nelle Marche e nell’Umbria. La si trova in zone aride, pendii, terreni di riporto, lungo recinzioni e strade asfaltate o campestri. Predilige spazi aperti e soleggiati e zone calcaree, ma si adatta a qualsiasi substrato. Può diventare infestante.
Fioritura: da aprile fino a tutta l’estate.
Proprietà: specie conosciuta fin dall’antichità per le proprietà officinali. Nella tradizione popolare era utilizzata per le sue proprietà digestive, lenitive, aromatizzanti, nella preparazione di liquori, nella preparazione di cosmetici e antiparassitari. Tali proprietà sono da ricondursi al camazulene, presente nell’olio essenziale, che si forma dall’azulene, presente nella pianta, per distillazione di foglie e fiori.
Curiosità: il polline è allergenico.
Secondo la leggenda fu Artemisia, moglie di Mausolo, che scoprì le proprietà aromatiche e medicamentose della pianta.