Bruno Agostinelli
Una delle cause che favorisce l’instaurarsi dello stress nella nostra vita è sicuramente il procrastinarsi di certe decisioni da prendere, il rimandare continuamente a domani un elenco incredibile di cose e poi ancora a dopodomani e così via senza mai arrivare a definirle. Attenzione…definire non vuole sempre dire risolvere, ma può anche voler dire rimandare a domani (ma solo quando a seguito di ragionamento, scientemente, si valuta sia meglio spostare solo temporaneamente il problema, senza rimuoverlo).
Ma quando il procrastinare diventa un’abitudine e non è una tattica ragionata, ecco che lo stress non solo si instaura, ma nel nostro mondo psicofisico la fa da padrone.
Tra pochi giorni sarà Natale e quindi siamo sempre più vicini al Nuovo Anno. Quanti di noi avranno rimandato delle decisioni al prossimo anno! Dovrei parlare con Tizio, dovrei definire con Caio, dovrei sistemare X e poi parlare con Y e mettere le basi per cambiare le luci dello studio, comperare un libro, parlare con l’amministratore, ecc…
Molti di noi cercano il rinvio anche nelle cose più piccole. Per esempio, prima di uscire da casa o dall’ufficio, sarebbe utile prepararsi per tempo controllando la borsa, le chiavi, i documenti, ma poi finisce quasi sempre che all’ultimo momento alcuni prendano manciate di oggetti sulla scrivania e si rendano conto troppo tardi di aver dimenticato il cellulare. Eppure c’era tutto il tempo di prepararsi! Nell’ambiente editoriale quanti sono coloro che preparano il pezzo per tempo? Quelli che consegnano in redazione in zona Cesarini? Perché si aspetta, perché si pensa sempre di avere abbastanza tempo per fare tutto e quindi si posticipano certe cose a vantaggio del presente. Perché non si ha sempre il senso del tempo e forse perché fare aspettare gli altri ci fa sentire più vivi. Perché non si riesce più a pianificare bene. Le cose sono talmente tante che si dovrebbe dare a tutte un voto e di conseguenza fare una o più liste con precedenze. E’ vero che ormai nella maggior parte dei casi ci sono delle funzioni che oggi non sono più attuali e quindi non ci fanno perdere tempo come una volta, quali la segreteria telefonica (peraltro utilissima ancora oggi per filtrare assicuratori, agenti telefonici, venditori di cialde e di aspirapolvere, ecc…) ma ce ne sono altre, che ci portano via del tempo prezioso come le E-mail da controllare che sono diventate decine ogni giorno nonostante i filtri antispam, i social networks con i loro messaggi, gli immancabili SMS che aspettano risposta e ci dimostrano giornalmente come siamo diversi dai nostri figli.
Ma procrastinare vuol dire anche non avere il coraggio di prendere delle decisioni, magari impopolari, in famiglia, in ufficio, a livello sociale, politico. Poi ci sono coloro per i quali procrastinare è professione; costoro sono infiltrati in tutti gli ambienti sociali e vivono cercando scuse per rimandare le loro decisioni e quelle degli altri. Gente che in fondo vuole che tutto rimanga così come è, oppure che, talvolta senza percepirlo, si inventa un pretesto per il rinvio delle proprie decisioni, creando gli alibi dei propri fallimenti. Ci sono fotografi che non sono ancora passati al digitale e continuano a rimandare perdendo anni di bellissime esperienze, forse per paura di ricominciare, per paura di rimettersi in gioco.
Procrastinare può significare anche temporeggiare con strategia, una tattica vera e propria del modo attendista di agire, per intenderci, la tecnica vincente di Quinto Fabio Massimo detto appunto il “temporeggiatore”.
Una cosa è decidere di rimandare una decisione in seguito ad un ragionamento, un’altra è rimandare per indolenza, per paura, per incoscienza, per comodo.
Ricordo una storia che aiuterà a comprendere il concetto di strategia.
Un saggio cinese ospite di un sovrano, venne invitato a un torneo medievale in cui la fazione che avesse vinto più tornei sarebbe stata premiata. I tre migliori cavalieri che combattevano sotto l’egida del suo anfitrione, contro altri tre migliori di un altro regno. Quando il suo amico gli chiese consiglio, il saggio cinese disse: “Amico mio, fai combattere il tuo cavaliere più debole contro il loro più abile, il tuo più abile contro il loro secondo, il tuo secondo contro il terzo; così perderai il primo ma vincerai gli altri due tornei”.
Ecco il nostro piccolo consiglio strategico per la fine del 2010: scrivete tutte le cose che avete in sospeso lasciando a lato di ogni voce un quadratino per la spunta. Non barate con voi stessi; le liste saranno due: una con le cose che “volete” definire, l’altra con quelle che per vari motivi “non” volete definire… troverete molte sorprese! A questo punto, dandovi delle precedenze, cominciate dalla prima della fila e lavorateci seriamente.
Non aspettate l’anno prossimo, fatelo subito; spuntatele una per una dopo averle completamente risolte, definite. Poi quando il foglio sarà completo, mettetevi sotto l’albero, aprite i vostri meritati regali e godetevi quello più bello, quello che avete fatto a voi stessi, definendo tutti i sospesi. Pensate alla vostra vittoria e al Nuovo Anno solo come un prato infinito in cui potrete sentirvi liberi.
Auguri!
Buon Natale e Buon Anno!