Bruno Agostinelli
Al ristorante se ordiniamo dell’acqua minerale nessuno di noi chiede il menù per sceglierla fra i diversi tipi. E lo stesso ristoratore aspetta che voi scegliate il vino con pazienza, ma non vi chiederà mai che genere di acqua preferite. Eppure il nostro corpo per più di metà è composto di acqua. Tutti noi dipendiamo dall’acqua e la vita stessa nasce dall’acqua.
Quindi l’acqua dovrebbe essere materia di continui studi, ricerche. Dalla qualità dell’acqua dipende buona parte della nostra salute. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo bere la più pura possibile.
Generalmente la compriamo perché ricordiamo la sua pubblicità, oppure prendiamo quella che conosciamo meglio o quella che costa meno o quella che costa di più o quella che proviene da un luogo che ci sembra incontaminato. C’è quella leggerissima, quella purissima, quella senza sodio, quella leggera, quella pesante, quella leggermente frizzante, quella frizzantissima, quella con aggiunta di anidride carbonica, la “snella”, la “giovane”, quella col tappo nero, quella col tappo rosso, quella con la stella, quella che depura, quella che fa fare la pipì. E qui ci fermiamo, anche perché ci rendiamo conto che non possiamo scegliere in questo modo un prodotto dal quale dipende la nostra salute. Così si sceglie un gelato, una caramella, un prodotto che consumiamo raramente, non un prodotto che ingeriamo ogni giorno nella quantità di un paio di litri.
L’acqua potrebbe essere quindi il primo “integratore” in assoluto.
Due parole sulla sua composizione.
Tutti sanno che l’acqua è rappresentata con la formula H2O (due ioni di idrogeno e 1 di ossigeno). Ma l’acqua che troviamo sul nostro pianeta non è formata solo da questi due componenti; potrebbe contenere anche batteri, materiali inorganici, inquinanti, metalli pesanti ecc… a seconda della terra che attraversa e a seconda della sua provenienza.
L’ideale, il sogno di ognuno di noi, sarebbe trovare l’acqua più pura possibile, l’acqua che potenzialmente dovrebbe aiutarci a mantenere per lungo tempo il nostro benessere, la nostra salute. Tutti gli apparati del nostro corpo sono a contatto con l’acqua; dal digestivo all’urogenitale, dal respiratorio al circolatorio. Ma per poter scegliere l’acqua giusta per noi, abbiamo bisogno di rispondere ad almeno due domande.
1) Di quale acqua ha veramente bisogno il nostro corpo? Chi conosce la differenza fra acqua minerale e acqua oligominerale? Qualcuno di noi potrebbe necessitare di un acqua minerale ricca di sali minerali, altri di un’ acqua oligominerale leggera con poco residuo a seconda del fabbisogno del nostro fisico di sali minerali, a seconda del nostro grado di benessere e a seconda del nostro gusto (anche l’acqua infatti ha un suo sapore e un suo odore).
2) La seconda domanda è: che acqua stiamo bevendo solitamente? Per rispondere a ciò dovremmo analizzare l’acqua che scende dal nostro rubinetto, l’acqua di casa, l’acqua con la quale cuociamo la pasta (non ditemi che fate bollire la pasta nell’acqua minerale! Non ci credo) o facciamo il risotto o il caffè o il tè o la tisana.
Un problema di difficile soluzione. L’idea di riempire una bottiglia con la nostra acqua e cominciare la ricerca di un laboratorio di analisi che ci prenda sul serio e rispetti il nostro portafoglio, svanisce nel nulla di fronte agli scaffali dei supermercati contenenti le così dette “acque minerali”. Ci arrendiamo e nella scelta ci lasciamo cullare dagli slogan pubblicitari e dalle musiche che li accompagnano (avete notato quante musiche degli anni settanta accompagnano oggi gli spot pubblicitari e fanno quindi leva sui ricordi d’infanzia del consumatore “maturo” ?).
“FEM2 ambiente” rende finalmente possibili le analisi della nostra acqua con un costo assolutamente supportabile.
FEM2 ambiente, è uno spin-off dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Nata quest’anno, la sua missione è quella di “tradurre conoscenze scientifiche sviluppate in ambito universitario in strumenti diagnostici semplificati e servizi destinati al grande pubblico”. Il kit “fai da te” offerto al pubblico, permette di controllare e valutare la qualità dell’acqua che impieghiamo tutti i giorni con effetto sulla nostra salute e sull’ambiente in cui viviamo. Infatti anche se potenzialmente l’acqua del rubinetto è assolutamente potabile e controllata attentamente dagli enti di erogazione, potrebbe subire delle trasformazioni secondo lo stato della nostra rete domestica, oppure soprattutto in presenza di sostituzioni o manutenzione delle tubature, di lavori pubblici che potrebbero causare rotture e/o infiltrazioni accidentali.
L’obiettivo del kit, che si chiama “ImmediaTest”, è diffondere il valore dell’importanza dell’acqua nella vita umana, attraverso le sue caratteristiche. L’analisi potrà dare dei risultati fondamentali su sei parametri: pH, durezza, contenuto di Nitrati, Nitriti, Solfati, Cloruri. Sarà quindi possibile, in base ai risultati, valutare la nostra acqua, scegliere il metodo di depurazione più adatto e il più idoneo alle nostre esigenze.
Inoltre immaginate che soddisfazione poter analizzare anche l’acqua minerale preferita… e metterla a confronto con quella del rubinetto!
Quando la ricerca è condotta in modo etico e si trasmettono i risultati alla gente, i mezzi d’informazione partecipano indirettamente alla ricerca stessa, promuovendola, aiutando così a far girare la ruota del merito, di cui essa ha incessantemente bisogno.
Dobbiamo sostenere di più la ricerca con i mezzi di informazione, ma dovremmo cercare tutti di essere molto rigorosi nel controllo della notizia, cercando di proporla al pubblico con grande valore etico, per rispetto verso i ricercatori e verso i lettori. L’informazione oggi è troppo importante per la società e deve essere diffusa solo dopo essere stata ben analizzata e compresa.