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Editoriale settembre 2009

firma

Bruno Agostinelli

Il decreto correttivo al provvedimento anti-crisi sarà approvato con molta probabilità il 7 agosto durante l’ultima riunione del Consiglio dei Ministri oppure più facilmente alla ripresa dei lavori.
Tra le novità più importanti dovrebbe esserci la detassazione del 50% su macchinari e apparecchiature industriali; è stato richiesto anche un allargamento dei settori (per es. informatica); l’incentivo spetta anche alle società in perdita, con possibilità di riporto a nuovo negli anni successivi.
Il fascicolo di Natural1 che state leggendo, è denso di notizie e articoli interessanti.
Nel campo fitoterapico, richiamiamo la vostra attenzione sul mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon), un testo scientifico accompagnato da studi clinici, che aiuta a comprendere quanto sia necessario per uno scienziato impegnarsi profondamente di fronte a qualsiasi circostanza, che possa essere diretta al bene dell’umanità. L’autore, una personalità nel mondo scientifico, si augura che “le autorità sanitarie e regolatorie possano abbandonare la diffidenza dimostrata nei confronti della fitoterapia collaborando allo sviluppo dei prodotti vegetali che, come nel caso di V. macrocarpon, promettono di svolgere un ruolo positivo in patologie di importante significato sociale”.
Come si può ancora nutrire diffidenza nei confronti della fitoterapia, quando, attraverso la ricerca, la scienza attuale ha confermato antiche conoscenze e le industrie farmaceutiche internazionali prestano sempre più attenzione al mondo vegetale?
“la conoscenza è diventata forse il fattore più importante per la determinazione dello standard di vita, più del terreno, più delle macchine, più della forza lavoro. Le economie più avanzate sul piano tecnologico sono basate sulla conoscenza”. (World Bank’s Report 1998 p.1)
La ricerca della conoscenza continua incessantemente anche negli ambiti più diversificati.
La Mazda comunica che entro il 2013 nascerà la prima automobile in bioplastica. Un’azienda biotecnologica sta producendo una plastica biodegradabile attraverso la versione modificata del Panicum vergatum, una pianta di origine nord americana; diverse aziende ormai sono riuscite a produrre etanolo dagli scarti agricoli. Ma è importante segnalare che tutto questo “nuovo mondo verde”, è basato su sofisticate tecnologie che includono anche la manipolazione genetica. Impiegando grano geneticamente modificato, i raccolti si moltiplicheranno e così si potrebbe risolvere il problema alimentare, così dicono alcuni esperti di bio-innovazione.
In altre parole la tendenza per il prossimo futuro potrebbe essere quella di muoversi con auto ibride che si alimentano con scarti agricoli per risolvere il problema dell’inquinamento e di vivere mangiando prodotti geneticamente modificati (OGM) per mantenere bassi i nostri costi di gestione e risolvere così il problema della fame del mondo, il tutto moltiplicando i raccolti. Questo scenario si sta delineando sempre più nitido al nostro orizzonte.
E’ l’ultima rivoluzione: grazie ai computer e alla biotecnologia, si creano nuovi microrganismi per uso industriale che possono aiutare o sostituire quelli già presenti in natura. A chi chiede come ci si regola con questi nuovi items dopo aver portato a termine il lavoro di impianto o di produzione, alcuni scienziati rispondono che, finito il loro lavoro, questi organismi verranno poi eliminati senza alcun pericolo.
L’uomo inventa la natura o meglio qualcosa che in natura non c’era (enzimi che modificano microrganismi, nuove molecole) ma che svolge magnificamente il suo lavoro di replicante bio. E questo fa risparmiare energia, e permette di abbassare il livello di anidride carbonica. E così la nuova società potrà vivere meglio e in modo più sano. E’ così che dovrà funzionare?
Ma è sufficiente eliminare il petrolio, rifuggire dagli idrocarburi, per “diventare” BIO? Che differenza c’è fra “bio” e “biotech”?
Se ci sono, quali sono i confini da rispettare? La gente convertita al Bio che è contraria agli OGM, quanto conosce questi problemi?
C’è una nuova scuola che sta insegnando agli organismi vivi come produrre nuove sostanze o modificare le attuali.
In questa fase dello sviluppo umano e sociale, sono essenziali sia preparazione che chiarezza. No agli stereotipi, no ai pregiudizi. Sì all’informazione, che non deve essere solo comunicazione aziendale, ma approfondimento, discernimento e capacità di concettualizzare per la semplificazione del messaggio agli operatori e, attraverso i media, apertura al grande pubblico.
Con gli articoli: “la qualità, ricerca e legislazione”, “certificazione, una scelta difficile”, e con lo studio innovativo sui canali vendita nel Cosmetico Naturale, pubblicato nella sezione Marketing, noi ci abbiamo provato.
Se poi desiderate fare un viaggio affascinante indietro nel tempo, andate a pagina 114, dove troverete il Taccuino della Sanità, i medicamenti della natura nella storia.
Un bel racconto corredato da splendide immagini.
Buona lettura!